Vanuatu

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Corona di montuose isole vulcaniche estesa su un area di 12.190 kmq nel sud del Pacifico, Vanuatu ha ottenuto l’indipendeza dalla Francia e dal Regno Unito nel 1980.
La maggior parte della popolazione vive di pesca e agricoltura.
Le esportazioni di copra e cacao, un tempo consistenti, sono oggi in forte declino, sfavorite dalla concorrenza di altre regioni a costi più vantaggiosi. Risorse alternative sono state individuate nel potenziale delle foreste e del patrimonio ittico, mentre si sviluppano allevamento bovino e agricoltura, ma il settore a più rapida crescita è il turismo che rappresenta il 40% del PIL e sul quale si concentrano i maggiori investimenti, sfruttando le grandi bellezze naturali e soprattutto l’assoluta verginità delle isole e delle loro spiagge. Vi sono inoltre dei ricchissimi fondali, meta preferita dei subacquei.
Superficie: 12.194 Kmq.
Abitanti: 215.000 abitanti sparsi nelle maggiori isole.
Popolazione: 98% melanesiani e polinesiani. La rimanenza di provenienza europea o asiatica.
Capitale: Port Vila, sull’isola di Efate.
Isole principali: Efate, Tanna, Espiritu Santu, Maevo, Pentecost, Malekula. Le isole sono circa 80, di cui molte con vulcani ancora attivi.
Lingua: Bislama, inglese e francese. Vengono comunque ancora parlate circa 155 lingue locali.
Religione: Cristiana, nelle sue varie confessioni.
Fuso orario: 10 ore in più rispetto all’Italia, 9 con l’ora legale.
Clima: Estate (da novembre a marzo) temperatura 28°.
Inverno (da Aprile a Ottobre) temperatura 23°.
Vaccinazioni: non sono richieste vaccinazioni particolari ma è consigliata la profilassi antimalarica per chi si dovesse recare nelle isole più esterne alla capitale.
Quando andare: Il periodo più indicato è da aprile a ottobre. Aspettatevi giorni caldi e limpidi con una temperatura media di 23°C.
La stagione umida da novembre a marzo porta temperature più alte ma l’aria può essere spiacevolmente satura di vapore, con piogge più intense in gennaio.
Feste e manifestazioni: Da aprile a giugno ha luogo il “tuffo a terra” nella parte meridionale dell’isola di Pentecoste. Durante questo importante rito della fertilità gli uomini si tuffano da una piattaforma di legno con corde elastiche fatte con liane legate alle caviglie. I capelli dei tuffatori arrivano a sfiorare il terreno per renderlo fertile e assicurare un buon raccolto. Nel 1995 il governo fu obbligato ad annullare i “tuffi a terra” per un anno per permettere che il valore culturale della cerimonia fosse recuperato poiché si rischiava di perderlo a causa del grande afflusso di turisti.
A Tanna, a febbraio, si celebra il “Giorno di John Frum” con danze, parate e feste. Il culto di John Frum appartiene alla tipologia di movimenti religiosi denominati “culti del cargo”. I membri di un culto del cargo credono che i beni occidentali provenienti dall’industria (i “cargo”, cioè carichi di beni spediti per via aerea) siano stati creati dagli spiriti dei loro antenati per essere destinati alle popolazioni delle isole del Pacifico. I bianchi, tuttavia, avrebbero preso controllo di questi beni sottraendoli ai legittimi destinatari. Il mitico Jon Frum è una figura messianica che, con la sua venuta, dovrà liberare gli abitanti delle isole dagli europei in generale e dai missionari in particolare, restituendo loro tutti i beni sottratti. Questo movimento si accentuò con l’arrivo di più di 100.000 americani del personale di servizio durante la seconda guerra mondiale, molti dei quali di pelle nera, che abbagliarono gli indigeni con i beni di consumo della civiltà moderna e convinsero i locali che gli europei stessero di proposito tenendo loro nascosti quei beni.
In luglio si celebra la corsa cerimoniale dei cavalli di metà inverno a Port Vila, e, fra agosto e novembre, la Toka, un’importante danza di unione fra i clan, a Tanna, per tre giorni.
Ambiente: Le isole sono di natura vulcaniche: alcune si inalzano fino a 2000 metri sul livello del mare, altre giacciono ad appena pochi metri sul suo livello.
Vaste aree delle foreste di Vanuatu sono state preservate nelle condizioni primitive. La foresta è tipica del Pacifico occidentale e include fichi del Banyan e pini Kauri, così come gruppi isolati di alberi di sandalo sopravvissuti all’abbattimento del XIX secolo.
Alcune delle isole più montuose sono avvolte da una foresta impenetrabile dalla spiaggia al picco più alto, e più di 150 specie di piante delle più di 1000 identificate sono endemiche, cioè crescono solo in questa parte del mondo.
Alberi di cocco e piantagioni sono comuni in tutto l’arcipelago.
I venti alisei di sud-est sono responsabili del clima.
La stagione umida cade da novembre ad aprile e deposita più di 4 metri di pioggia all’anno. La stagione dei cicloni va da dicembre a marzo e i cicloni possono abbattersi su qualsiasi isola.
Durante la stagione secca Vanuatu gode di un ottimo clima con giornate soleggiate e miti.
Vanuatu è particolarmente indicata per gli appassionati subacquei. Il mare offre una visibilità di 30 m (fino a 50 m quando le condizioni sono particolarmente favorevoli) e i fondali sorprendono in continuazione, con barriere coralline, grotte, relitti della seconda guerra mondiale e un’ incredibile varietà di pesci e invertebrati.
Fra i posti di maggiore interesse segnaliamo il relitto della “President Coolidge”, presso l’isola di Espiritu Santo, il più grande relitto visitabile del mondo.
Da segnalare, sull’ isola di Tanna, il vulcano Yasur, un vulcano attivo che regala stupendi spettacoli pirotecnici, visibili sopratutto nelle ore notturne, oltre a un’ intensa attività geotermica, come testimoniano le numerose sorgenti di acqua bollente, usate dagli abitanti del luogo anche per la cottura del cibo.

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ISOLA DI PENTECOSTE

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