Isole della Società

Le Isole della Società, poi colonizzate dai francesi, presero il nome dalla Royal Society di Londra, che aveva sponsorizzato la spedizione di Cook a Tahiti nel 1769.

Lo spirare degli alisei divide le Isole della Società in due gruppi: le Sopravento con Tahiti, Moorea e le isolette di Tetiaroa, Maiao e Mehetia, e le Sottovento di cui fanno parte Raiatea, Taha’a, Huahine, Bora Bora, Maupiti,e Tupai.

La superficie totale dell’arcipelago è di 1467 kmq, gli abitanti poco più di 170.000. L’isola di Tahiti, che ospita la capitale Papeete e l’aeroporto internazionale di Faa’a, è oggi considerata il più grande scalo aereo delle isole del Pacifico Meridionale, molto più di un punto di arrivi e partenze internazionali, passaggio obbligato verso le favolose isole circostanti.

Furono due vulcani adagiati su un mare di smeraldo a creare il mito di quest’isola: Tahiti Nui (grande Tahiti) e Tahiti Iti (piccola Tahiti), collegate da uno stretto passaggio, sono immerse in un caleidoscopio di giada e sfumature turchesi. Al loro interno vi sono ripide montagne verdi aureolate di nuvole, profonde vallate ricoperte di felci lussureggianti, fiumi e cascate dalle acque vivificanti. Le altre isole che compongono l’arcipelago delle Isole della Società sono altrettanto spettacolari, soprattuto per la limpidezza delle acque che le circondano, dove si specchiano le montagne di un intenso verde. I fondali sono un autentico splendore per chi ama immergersi.

La popolazione locale è composta da indigeni polinesiani orgogliosi della loro storia e cultura e da europei e asiatici trapiantati su queste isole da ormai alcune generazioni. Tutti insieme formano una società multietnica e multirazziale, che convive in questo angolo di paradiso in perfetta armonia.

Certo, le Isole della Società, non sono più quelle mitiche dei viaggiatori d’un tempo, incantati dalla bellezza dei luoghi ma soprattutto dalle graziose ragazze che si concedevano liberamente. All’ombra delle palme da cocco sono arrivati i jet e il traffico, i grandi alberghi, i supermercati, i funzionari governativi, i tecnici e gli scienziati nucleari, i turisti spendaccioni. Ma il mito del paradiso lontano resiste. Tutti ancora si lasciano sedurre dal sogno di un viaggio, almeno una volta nella vita, nelle isole più belle del mondo, che hanno sedotto generazioni di viaggiatori.

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