PAN PACIFIC TOURS, PER PASSIONE

Isole Marshall, Caroline, Marianne. Trent’anni dopo quel lontano luglio del 1979, quando fu il primo operatore a mandarvi turisti italiani, Fethy Bettaieb ci crede ancora di più. Questo cuore dell’Oceano Pacifico chiamato Micronesia, situato tra Giappone e Hawaii, è considerato uno degli ultimi grandi eden terrestri. Un museo sott’acqua, con i relitti più grandi del mondo, che dà il suo meglio tra novembre e aprile.

Non ci sono corrispondenti nella confederazione della Micronesia, affidata all’amministrazione Usa per mandato delle Nazioni Unite a seguito della Seconda Guerra Mondiale. Ma il vantaggio di Bettaieb è che lavora sempre con quei fornitori locali con i quali ha sviluppato ormai una simbiosi a livello personale. Un mondo ancora come 70 anni fa, con strutture generalmente piccole proposte a un cliente dal profilo colto, amante delle immersioni e poco interessato al lusso, che pure c’è negli alberghi delle isole di Guam e Palau.

L’esperienza che fa la differenza
Una storia di passione e conoscenza: ecco il segreto di Pan Pacific Tours, il t.o. di alta gamma che Bettaieb fonda nel 1997 dopo aver visto scivolare l’industria turistica verso la massificazione del prodotto, alcune mete ingoiate dal boom dei charter e dai colossi, e il prodotto piccolo emarginato, o comprato dai grossi t.o. Decide allora di diventare specialista, alle spalle una lunga esperienza, iniziata all’età di 20 anni in Multi Tours, gavetta da studente a guida e accompagnatore, una scuola fantastica percorsa attorno a un prodotto di alto livello. E sceglie il lunghissimo raggio, turismo di gran lusso, all’insegna dello slogan: è l’esperienza che fa la differenza.

«I viaggi su misura, quelli veri, cuciti attorno al desiderio dei clienti e che siamo in pochi t.o. a fare, sono l’ultima frontiera della travel industry – dice Bettaieb – perché richiedono una profonda conoscenza, un know how che oggi purtroppo scarseggia. Perché le adv sono ben fidelizzate? Perché trovano una spalla, anzi un supporto vero e proprio: spiegazione della destinazione, invio del materiale illustrativo, così la pratica diventa anche un piccolo insegnamento e le agenzie lo riconoscono. Ad esempio, vedono tornare il loro cliente per un viaggio su misura, con la richiesta dei servizi di Pan Pacific Tours, perché riconosciuti come validi».

La cura dei dettagli
Che programmi l’Australia, la Nuova Zelanda o le isole del Pacifico, la missione è sempre la stessa, staff incluso: trasmettere passione e conoscenza, incoraggiare alla scoperta come dei consiglieri, con l’intento di orientare i clienti, ai quali poi vendere il viaggio più adatto. Assicurando anche i dettagli, come l’invio della limousine sotto casa, o un’assistenza particolare in loco, come avviene per i viaggi di nozze, per i quali c’è la nuova, superba proposta del quadrilatero della Melanesia: due settimane tra le incontaminate isole Solomon, Vanuatu, Fiji e Nuova Caledonia, tutte a un’ora di volo tra loro, servite dalle locali Air Calin (N. Caledonia) e la fijiana Air Pacific. Proprio la scelta della compagnia aerea è oggetto di grande attenzione dell’operatore milanese: Quantas (vettore di riferimento, con cui lavora da 30 anni, in rapporti personali di amicizia), la polinesiana Air Tahiti Nui o, per raggiungere le Fiji, i recenti voli da Milano di Korean Air e Cathay Pacific, entrambi con stop-over di una o due notti a Seoul o Hong Kong.

Situate nella parte Nord del Pacifico, quella più vergine, rimasta ancora fuori dai grandi flussi turistici, le Fiji stanno andando benissimo: prezzi abbordabili, resort e servizio ottimi, stagione eccellente (fino a ottobre fresca e più secca, temperatura attorno ai 25°) e la gente più felice del mondo (per le Nazioni Unite). Oltre al mare c’è il diving alle isole Vanua Levu, Taveuni e Qamea, con fondali spettacolari e ricchissimi, dove Jacques Costeau ha fatto studi e ricerche. Poi c’è l’entroterra dell’isola più grande, Viti Levu, interessante, oltre che per le foreste, per l’antropologia, con le due etnie degli indofijiani – arrivati quando l’arcipelago era ancora una colonia britannica – e gli indigeni che dal 1987 guidano il governo. Molto richiesto, il self drive tour dell’isola costeggia la Coral Coast, con visita della capitale e delle belle cittadine con mercati, museo, castello di Tavuni e la Sigatoka Valley.

Destinazioni speciali, insomma, tra le poche rimaste sconosciute alla grande massa, dove lo spirito di avventura resiste accanto a rari resort e overwater bungalow. E proposte con un’esperienza sul campo che non s’improvvisa. «È un turismo fatto di piccoli dettagli, per viaggi su misura costruiti a regola d’arte sulle esigenze dei viaggiatori. Perciò vendo solo ciò che vedo in prima persona. Un’impostazione di onestà professionale e intellettuale, perché là ci va il cliente!» conclude Bettaieb, che ogni due anni visita le strutture, mentre i corrispondenti locali li vede ogni anno alle fiere. – See more at: http://www.lagenziadiviaggi.it/notizia_standard.php?IDNotizia=154869&IDCategoria=2427#sthash.5KR9WwVQ.dpuf