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NUOVA ZELANDA |
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WELLINGTON: LA CITTÀ DEL VENTO |
Nuova Zelanda
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Wellington divenne capitale della Nuova Zelanda nella metà del
XIX secolo, quando il governo britannico decise di spostare qui la
sede della sua rappresentanza, che fino ad allora era stata a
Auckland. Wellington, semplice villaggio di agricoltori, si trasformò
rapidamente in una città ricca e funzionale, capace di
accogliere la crescente immigrazione proveniente da tutto il mondo.
Pur essendo la capitale, è molto più piccola di
Auckland, contando solo circa 400.000 abitanti. A causa della sua
posizione, esposta a sud sullo stretto di Cook, che la separa
dall'Isola de Sud, Wellington è spesso battuta dai venti
freddi provenienti dall'Antartico.
Il centro storico della città sorge intorno a Lambton Harbour, un tempo zona industriale del porto e oggi riconvertita a luogo di aggregazione frequentato volentieri da residenti e turisti. La Civic Square, area pedonale ricavata dalla riorganizzazione della rete stradale, è diventata uno dei punti focali della vita cittadina, con la caratteristica pavimentazione beige e arancione, i numerosi locali che vi si affacciano e la splendida sfera-felce che, legata con fili quasi invisibili, sembra sospesa in aria sopra la piazza. Lambton Quay è la classica via dello shopping, ricca di centri commerciali, negozi alla moda, locali di ritrovo, ristoranti multietnici; da essa si dirama il Cable Car, la funicolare che porta ai Botanic Gardens, il miglior punto per osservare il panorama della città. I quartieri collinari sono ricoperti da fitte schiere di villette, per lo più in legno di kauro e in prevalenza a due piani, risalenti ai primi del Novecento, caratterizzate da tinte vivaci, verande al piano terra, tetti a spiovente e balconi con balaustra. Il Museum of New Zealand, più noto come Te Papa Tongarewa ("Il Nostro Luogo" in lingua Maori), è il museo della storia e delle culture della Nuova Zelanda. Allestito secondo le più moderne concezioni nel 1998, è da considerarsi una scommessa vinta: si decise infatti di renderne gratuito l'accesso con la richiesta di un contributo volontario e, ad oggi, gli incassi hanno abbondantemente coperto le spese. Su cinque piani si sviluppano collezioni di manufatti, ricostruzioni dei vari habitat del Paese, percorsi interattivi, simulazioni di fenomeni naturali, un viaggio virtuale nel futuro, tutti aspetti che rendono il museo attraente anche per i più piccoli.
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