L’affascinante Polinesia di Gauguin e Stevenson tra arte e letteratura

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POLYNESIA DREAM

Credevo di essere trasportato nei giardini dell’Eden”. Così Louis Antoine de Bougainville scrisse nel 1771 nel suo “Viaggio intorno al Mondo” a proposito di Tahiti, la più grande delle Isole del Vento della Polinesia Francese. Ma i pittori e i letterati che si sono innamorati di queste terre sono tanti: dal noto Paul Gauguin a Robert Louis Stevenson.

Tahiti nella letteratura – Tahiti e le sue 118 isole sparse nel sud dell’Oceano Pacifico si articolano in 5 arcipelaghi e sono considerate un vero e proprio Paradiso Terrestre in cui la bellezza regna sovrana. Scrittori, pittori, commercianti ed esploratori hanno contribuito nel corso dei secoli a creare quest’immagine leggendaria diffusasi in tutto il mondo e ancora oggi i fortunati visitatori confermano: Tahiti è un sogno. Ma oltre alle acque cristalline, alla natura policroma, alle spiagge bianche e alle isole incontaminate, anche la popolazione contribuisce a rendere suggestivi e magici questi luoghi. “Tutte le donne sono belle e qualcuna di una grande bellezza” sono le parole che pronunciò l’esploratore Samuel Wallis dopo aver scoperto le Isole di Tahiti.

Le isole Tuamotu colpirono Robert Louis Stevenson, lo scrittore de “L’isola del tesoro” e “Dr Jekyll e Mr Hyde”, che nel racconto “Nei mari del sud” del 1890 riportò queste sue impressioni sulle isole di Tahiti che rimane una delle mete più sognate e ambite grazie alla sua natura ancora oggi incontaminata. La maggior parte delle isole è scarsamente abitata e 14 tra queste sono ancora disabitate tutt’oggi.

L’Arcipelago della Società è da dove prese ispirazione lo scrittore americano Herman Melville che nel romanzo “Omoo” inserì molti riferimenti autobiografici al periodo che trascorse a Tahiti e a Moorea prigioniero degli indigeni polinesiani. Proprio la cultura Maori è protagonista in “Les Immemoriaux” di Victor Segalen, poeta che visse sempre in questo Arcipelago.

Le isole di Gauguin – I suoi dipinti e i ritratti che immortalano la bellezza femminile di questi luoghi sono noti in tutto il mondo e non si può parlare di Polinesia senza pensare a queste immagini. Paul Gauguin visse gli ultimi anni della sua vita su queste isole (dal 1901 al 1903, anno della sua morte) dopo aver già soggiornato qui dal 1891 al 1893. L’isola che scelse è Hiva Oa, chiamata anche isola di Gauguin proprio perché qui l’artista produsse 70 opere, dai nudi ai paesaggi, ai dipinti con soggetti allegorici. Atuona, capitale delle Isole Marchesi, ospita le ricostruzione della Maison du Jour, ovvero la casa atelier in cui si conservano dipinti e disegni ma anche fotografie, lettere e oggetti personali.
Tahiti immortalata da registi e cinematografici – Scenari simili non potevamo restare indifferenti neppure alla Settima Arte: numerosi i registi e i produttori che hanno scelto questi luoghi per le loro riprese. Basti pensare che Marlon Brando, dopo il film “Gli ammutinati del Bounty” del 1962, decise di acquistare l’isola di Tetiaroa, dove visse fino al 1990 e proprio a lui è stato dedicato l’ecoresort The Brando. L’importanza del cinema per queste terre è stata suggellata anche dal FIFO, il Festival Internazionale del Film Documentario Oceanico che si tiene ogni anno tra febbraio e marzo alla Casa di Cultura di Papeete.

(credits: tgcom24)

 

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